sabato 8 marzo 2008

SALUTE - OBESITA' - EPIFISIOLISI

Quando cede la cartilagine

Epifisiolisi

L'epifisiolisi: la cartilagine di accrescimento che collega la testa del femore al collo si rammollisce. Tanto che la testa del femore si trova come a galleggiare su una gelatina e scivola più o meno rapidamente in basso e posteriormente. Tanto basta ad alterare i rapporti articolari nell'anca e a gettare le premesse per lo sviluppo di un anca artrosica nel giovane adulto. I campanelli di allarme della epifisiolisi sono tuttavia molto chiari e riconoscibili e non vanno mai ignorati: Un dolore all'inguine, a volte confuso con una banale pubalgia, che insorge dopo l'attività sportiva e sembra scomparire con il riposo. Più colpiti i giovani maschietti tra i 9 e gli 11 anni tipicamente sovrappeso e con una distribuzione del grasso ginoide (ai fianchi e alle coscie). Una radiografia o nei casi incerti una RMN dell'anca chiariscono la diagnosi. La terapia deve essere tempestiva ed è sempre chirurgica: riduzione e fissazione della testa del femore nella sua posizione anatomica. Nessun timore tuttavia: la invasività del trattamento della epifisiolisi è veramente minimo: la testa del femore viene ricollocata il più delle volte in posizione anatomica con opportune manovre manuali sotto il controllo di un apparecchio radiologico. Solo le epifisiolisi misconosciute o trattate con grave ritardo necessitano di riduzione cruenta. Si fissa infine la testa femorale al collo nella posizione desiderata par via percutanea: attraverso una millimetrica incisione cutanea si transfigge femore e testa femorale con una o due viti metalliche. Tanto basta ad eliminare i disturbi e a concedere l'attività sportiva dopo poche settimane. Non solo: si scongiura con questo modesto intervento il rischio di sviluppare una degenerazione artrosica dell'anca e rendere necessario a distanza di molti anni un ben più gravoso intervento di sostituzione protesica. (f. l.)


Fonte La Repubblica (www.repubblica.it)

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