venerdì 5 settembre 2008

A bordo delle due ruote aveva esplorato le zone più sperdute del mondo

Ucciso in Grecia il pioniere dei cicloturisti

Ian Hibell travolto da un pirata della strada mentre pedalava tra Atene e Salonicco

Ian Hibell durante una tappa di uno dei suoi viaggi
Ian Hibell durante una tappa di uno dei suoi viaggi
MILANO - È stato ucciso da un’auto pirata lungo una strada della Grecia, mentre era in sella alla sua adorata bicicletta. È morto così, lo scorso 23 agosto, Ian Hibell, il leggendario cicloturista inglese, che ha passato gli ultimi 40 anni della sua vita a pedalare in giro per il mondo (copriva 6.000 miglia, quasi 10.000 km, l’anno), stabilendo diversi record (si dice sia stato il primo non motorizzato a passare dall’Atraro colombiano al Darien Gap di Panama durante la TransAmerica) e raccontando le sue avventure nel libro «Into the Remote Places», considerato la bibbia per gli amanti del turismo su due ruote.

PIRATA IN FUGA - Stando a quanto racconta il Times, Hibell sarebbe stato investito sulla strada che da Atene porta a Salonicco durante una folle gara di velocità fra due auto. Il conducente del mezzo che ha urtato il cicloturista, morto sul colpo, sarebbe poi scappato, ma alcuni testimoni hanno preso il numero di targa della sua vettura e l’uomo è stato quindi arrestato due giorni più tardi.

DIECI ANNI IN VIAGGIO - Pioniere dei viaggi sulle due ruote in zone quasi ancora inesplorate come l’Antartide e l’Amazzonia, ma anche il deserto del Sahara, famoso nelle isole del Borneo e ben accetto da molte tribù africane, Hibell aveva scoperto la bicicletta durante gli anni Cinquanta, quando era nella RAF, ma era stato nel 1963 che aveva deciso di trasformare la sua passione in qualcosa di duraturo. Così aveva lascato un lavoro sicuro da impiegato a Brixham, nel Devon, per prendersi due anni sabbatici e mettersi a girare il mondo in sella alla sua bici. Ritornò dieci anni dopo, senza più un impiego ma con un bagaglio di esperienze e racconti che lo hanno trasformato in un’autentica leggenda.

FILOSOFIA DI VITA - Una volta Hibell disse: «Spesso un uccello vola verso qualche posto che lo attira. Non so perché lo faccia, ma lo fa comunque». Una frase che divenne la sua filosofia di vita e che lo ha accompagnato anche su quella strada di Grecia dove un’auto assassina ha messo fine ai suoi sogni di libertà.

Simona Marchetti
Addio a Brix, era l'altro Tarzan
Ex giocatore di football, argento nel peso ai Giochi del 1928, è morto all'età di 100 anni l'attore che, insieme a Johnny Weismuller, rese celebre l'eroe della giungla
Herman Brix era nato il 19 maggio 1906. Ap
Herman Brix era nato il 19 maggio 1906. Ap
LOS ANGELES (Californias), 1 marzo 2007 - E' morto nei giorni scorsi all'età di 100 anni, ne avrebbe compiuti 101 il 19 maggio, Herman Brix, medaglia d'argento nel getto del peso ai Giochi di Amsterdam del 1928. L'olimpionico più vecchio vivente è Roger Beaufrand, 98 anni, che vinse nel ciclismo su pista nella stessa Olimpiade; non vi sono invece statistiche ufficiali sui medagliati, ma è presumibile che Brix fosse il più anziano in quanto nessun atleta salito sul podio di Parigi 1924 è ancora in vita. Il più vecchio atleta olimpico vivente è Sir Arthur Marshall (nato il 4 dicembre 1903) che nel 1924 partecipò alla staffetta 4x400 con la Gran Bretagna e le cui imprese vennero poi rese celebri dal film "Momenti di Gloria".
Brix, che fu anche un eccellente giocatore di football (giocò il Rose Bowl nel 1926 con la Washington University), è deceduto, al Santa Monica-Ucla Medical Center dov'era ricoverato, a causa delle complicazioni dopo la frattura a un'anca. Nonostante i grandi successi sportivi, che lui tendeva a minimizzare, la sua popolarità è legata al mondo del cinema avendo infatti recitato in 144 pellicole, prima con il suo nome ufficiale e poi con lo pseudonimo di Bruce Bennett. Dopo l'argento olimpico Brix si trasferì dal natio stato di Washington a Los Angeles e fece amicizia con il divo Douglas Fairbanks che lo convinse a effettuare qualche provino per il grande schermo.
Brix venne scelto per interpretare il ruolo orginale di Tarzan, ma a causa della frattura di una spalla subita durante le riprese di Touchdown, sua pellicola d'esordio in cui interpretava un giocatore di football, la parte venne assegnata a Johnny Weismuller che divenne poi una stella planetaria. Edgard Rice Burroughs, autore del personaggio, non era però contento della caratterizzazione e nel 1935 convinse la Mgm a ingaggiare proprio Brix per "le Nuove avventure di Tarzan" che, girato nella giungla del Guatemela, fece di Brix l'unica vera risposta a Weismuller tra i 18 attori che nella storia hanno interpretato il ruolo. Cambiato nome, l'ormai ex Tarzan divenne attore completo e recitò al fianco di tanti big come Humphrey Bogart, Joan Crawford e persino il futuro presidente Ronald Reagan. Nel 2001 è uscita la sua biografia, scritta da Mike Chapman e intitolata: Please, don't call me Tarzan.
Sunita corre nello spazio
Per non perdere l'appuntamento con la maratona di Boston, l'astronauta americana percorrerà 42 chilometri a modo suo: su un tapis roulant all'interno della Stazione internazionale
Sunita Williams, 41 anni, prima della partenza per la missione Nasa
Sunita Williams, 41 anni, prima della partenza per la missione Nasa
MILANO, 31 marzo 2007 - Sunita Williams si era guadagnata il diritto a partecipare alla maratona di Boston del mese prossimo arrivando fra le prime cento migliori donne in quella di Houston nel gennaio del 2006, ma rischiava di dover rinunciare alla corsa per colpa del suo lavoro, visto che lei è l’astronauta americana che da dicembre vede il mondo dalla Stazione spaziale internazionale. Malgrado viva con la testa fra le nuvole, però, la donna non ha mai smesso di allenarsi, correndo nello spazio quattro volte alla settimana (due corse lunghe e due brevi) e usando la bicicletta stazionaria e la macchina che simula il lavoro con i pesi (entrambe in dotazione della stazione rotante), decisa a portare a termine la gara anche a migliaia di chilometri dalla Terra.
CON LA PETTORINA - In pratica, la Williams correrà la distanza di poco più di 42 chilometri della maratona di Boston sul tapis roulant della stazione spaziale, imbragata in una speciale armatura così da non fluttuare via nello spazio e compiendo almeno due volte il giro del mondo prima che l’effettivo vincitore della corsa tagli il traguardo, visto che la velocità orbitante di 17.500 miglia all’ora (28.157 chilometri orari) le permetterà di coprire il percorso ufficiale ogni 5,4 secondi. "Considero un onore essermi qualificata per questa competizione – ha fatto sapere Suni dallo spazio – e per questo non volevo rinunciarvi senza fare un tentativo". Ha così mandato la sua bizzarra richiesta agli organizzatori della maratona e questi non solo l’anno accettata, ma le hanno pure mandato via mail la pettorina della corsa con tanto di numero, perché Suni la indossi il giorno della gara, mentre la medaglia le sarà spedita il mese prossimo. Spiega Jack Fleming, membro della Boston Athletic Association: "Scegliere di correre nello spazio è uno sforzo fuori dal mondo, ma è anche un tributo alle migliaia di maratoneti che correranno qui sulla Terra. E’ la prima volta che un corridore gareggerà nello spazio e Suni è la pioniera di una nuova frontiera". Gli fa eco Dina Pandya, sorella della quarantunenne "donna delle stelle", che prenderà parte alla competizione nella maniera tradizionale, ovvero sulla strada, in compagnia dell’amica Karen Nyberg, pure lei astronauta: "Suni ha pensato che sarebbe stato davvero cool provare a fare una cosa del genere e l’ha fatta".
IN MARCIA - Adesso, l’unica preoccupazione della Williams è legata all’ora della gara: la maratona prenderà, infatti, il via alle 10 (ora di Boston), ma la Nasa non è sicura che l’astronauta riesca a mettersi in marcia contemporaneamente agli altri partecipanti sulla terra perché di solito nello spazio ci si alza molto prima. Poco male, vista la velocità con cui si viaggia lassù, recuperare il distacco sarà davvero questione di secondi.

Toledo, 20:59

CICLISMO, BETTINI: IN VISTA MONDIALI VUELTA MI PORTA FORTUNA

"Le strade di Spagna mi portano fortuna: qui ho sempre trovato una condizione ideale. Ora voglio lavorare con serenità in vista del Campionato del mondo di Varese, dove la Spagna sarà la Nazionale più temibile". La vittoria odierna a Toledo, nella sesta tappa della Vuelta di ciclismo, ha offerto a Paolo Bettini una valida conferma per la difesa del titolo iridato. "Gli avversari per la prova iridata? Sempre i soliti noti, ai quali aggiungo il belga Gilbert, che ho superato oggi, entrando in seconda posizione ai 200 metri, dopo un grande lavoro del mio team nel tratto finale di salita - ha proseguito Bettini, alla quarta vittoria stagionale - E' un successo che metto tra le mie più belle di sempre". (04/09/2008) (Spr)

Madrid, 11:17

CICLISMO, SASTRE LASCIA CSC

Lo spagnolo Carlos Sastre, vincitore dell'ultimo Tour de France, ha annunciato che al termine della stagione lascerà la Csc per passare alla 'Cervelo', nuova formazione canadese. Sastre, 33 anni, ha definito "indimenticabili" i sette anni trascorsi con la squadra danese diretta da Bjarne Riis: "Il team Cervelo", ha aggiunto, "è un nuovo progetto che si adatta veramente al mio stile di vita e offre al ciclismo l'opportunità di aprire nuove frontiere". (Nic. Api) (05/09/2008) (Spr)

Incubo morbo di Gehrig
Borgonovo: "Sto male"

L'ex attaccante di Milan e Fiorentina attaverso un sintetizzatore vocale racconta il suo dramma: "Voglio migliorare la qualità della vita dei malati di Sla e supportare i ricercatori". L'8 ottobre amichevole benefica fra rossoneri e viola per la sua Fondazione

Stefano Borgonovo durante lo speciale trasmesso da Sky Sport 24
Stefano Borgonovo durante lo speciale trasmesso da Sky Sport 24
MILANO, 5 settembre 2008 - Stefano Borgonovo, ex centravanti di Fiorentina e Milan, è ammalato di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), meglio conosciuta come morbo di Gehrig. Malattia a decorso inesorabile - tutti i muscoli si bloccano via via, la mente però resta lucida -, la Sla ha già ucciso 39 ex calciatori, come accertato da Raffaele Guariniello, magistrato di Torino. In media la Sla colpisce sei persone ogni centomila, nel calcio italiano Guariniello e i suoi periti hanno individuato 43 casi su 30 mila giocatori: evidente sproporzione. Il doping, però, c’entra poco e la cartina di tornasole è il ciclismo, sport in cui non c’è traccia di Sla. Probabile che la correlazione tra pallone e morbo di Gehrig sia dovuta a un cocktail di concause: traumi a gambe e testa; abuso di anti-infiammatori; sforzi eccessivi in allenamenti e partite; contatti con pesticidi usati per i campi da gioco; predisposizione genetica. Oltre a Borgonovo, al momento altri tre ex calciatori soffrono di Sla, sono due centrocampisti di B e C degli anni Ottanta e Piergiorgio Corno, ex del Como.
PRIVACY - Da circa un anno e mezzo si sapeva della malattia di Borgonovo, ma Stefano non voleva che la sua storia venisse raccontata. Finché Massimo Mauro, della Fondazione Mauro e Vialli che raccoglie fondi per la lotta alla malattia, e il dottor Mario Melazzini, presidente dell’Aisla, l’associazione che in Italia aiuta le famiglie colpite dal tornado Sla, hanno convinto Borgonovo ad aprirsi. Stefano ha accettato di incontrare una troupe di Sky.
SINTETIZZATORE - Borgonovo non riesce più a parlare da tempo. E’ tracheotomizzato e si esprime con un sintetizzatore vocale, al computer. Parla con gli occhi: i suoi sguardi comandano un mouse e tramite un software le lettere indicate vengono trasformate in voce. A Sky ha detto: “Ringrazio Milan e Fiorentina, Galliani e Della Valle, perché mi sono vicini. Voglio creare una Fondazione Borgonovo per aiutare la ricerca e gli ammalati come me”. Verrà organizzata un’amichevole con incasso devoluto alla nuova struttura di Stefano. Donadoni, Ancelotti, Baggio, Dunga e Maldini hanno fatto arrivare messaggi di solidarietà.
SERENITA' - Borgonovo vive a Giussano, a Nord di Milano, ed è sostenuto dalla famiglia: la moglie Chantal e i 4 figli, un maschio e tre femmine. Il primogenito ha vent’anni, l’ultima bimba è nata quando Borgonovo soffriva dei primi sintomi della malattia. Stefano è in cura al “Nemo” dell’ospedale Niguarda di Milano, laddove Nemo ha un duplice significato: Nemo come acronimo di “Neuro-muscolar omnicenter”, centro specializzato in mali come Sla, distrofia muscolare e atrofia spinale, e Nemo come il pesciolino del cartone animato della Pixar Disney (“Alla ricerca di Nemo”, 2004), tormentato da una pinna atrofica. Borgonovo è sereno, non prova rancore o rabbia per il calcio, ritiene la malattia una fatalità. Ha passato momenti neri, voleva isolarsi, poi ha capito che il suo nome può essere speso per reperire fondi da destinare alla ricerca. Oggi dice di avere degli obiettivi: “Migliorare la qualità della vita di ogni malato di Sla e fare in modo che tutti abbiano un sintetizzatore vocale; supportare i ricercatori”. E così è diventato consigliere dell’Aisla, assieme a Massimo Mauro, che sa bene quanto dolore possa provocare una grave malattia.

Ukhov, zavorra alla vodka
Guarda il "salto" di Losanna

Il 22enne, primatista russo dell'alto indoor, beve in pedana: voleva dimenticare la rottura con la fidanzata. Nella stessa specialità, ma alle finali del campionato Csi, vittoria di Roberto Azzaro, 18enne figlio dell'ex primatista mondiale Sara Simeoni

Ivan Ukhov si accascia sul materasso dopo il suo comico tentativo di saltare da ubriaco. Ap
Ivan Ukhov si accascia sul materasso dopo il suo comico tentativo di saltare da ubriaco. Ap
MILANO, 5 settembre 2008 - Ivan Ukhov è un nome che ai non appassionati di atletica dirà poco. Eppure il russo 22enne in carriera vanta un personale di 2.33 nel salto in alto (che sale a 2.39 indoor) e un passato da lanciatore del disco. Martedì era tra i partecipanti al meeting di Losanna, quello in cui il giamaicano Asafa Powell si è divorato i 100 metri in 9"72 e Usain Bolt ha avvicinato strappato applausi sui 200 correndo in 19"63
UBRIACO - A Ukhov di Powell e Bolt probabilmente importava assai poco. Il russo aveva rotto con la fidanzata, e per dimenticare si è attaccato alla bottiglia nonostante dovesse saltare l'asticella. "Lui beveva vodka-Red Bull, mentre noi solo Red Bull" ha confidato Linus Thörnblad, penultimo nell'alto, aggiungendo che Ukhov si è attaccato alla bottiglia per tutta la sera. Il risultato è stata l'eliminazione a 1.80, misura che il russo riusciva a superare anche nel 2004, appena lasciato il disco per l'alto, condita da un esilarante tentativo di superare l'asticella, reso comico dal tasso alcolico elevato. Ukhov il giorno dopo è stato rispedito a Mosca sul primo aereo, ma non rischia nulla in termini sportivi, visto che il regolamento della Iaaf, la federatletica mondiale, non prevede sanzioni per questo tipo di comportamenti.
FIGLIO D'ARTE - L'Italia intanto scopre Roberto Azzaro, 18enne figlio di Sara Simeoni, ex primatista mondiale, e di Erminio Azzaro, bronzo agli Europei del 1969, che ha vinto la prima medaglia d'oro assegnata alle finali dei Campionati Csi (Centro Sportivo Italiano) di atletica in corso a Riccione. Azzaro si è imposto nel salto in alto (la stessa specialità in cui la madre stabilì il primato mondiale il 4 agosto 1978, salendo a 2.01) nella categoria juniores, imponendosi con la misura di 2.06, 6 centimetri sotto il suo personale. "Il Csi mi porta bene - ha commentato il figlio di Sara Simeoni -: qui c'è un ambiente speciale, in cui c'è meno stress e ci si diverte tanto. Sono felice per la conquista di questo titolo".
La Nazionale a Coverciano. Ansa La Nazionale a Coverciano. Ansa

lunedì 17 marzo 2008

SALUTE - OBESITA'

Ed ecco perché la pancia aumenta il rischio d'infarto

Immunologia

GLI STUDI su leptina e immunità sono partiti da una insolita constatazione. Quasi dieci anni fa, un gruppo di ricerca statunitense documentò una relazione tra sovrappeso e infiammazione. Misurando nel sangue i livelli della proteina c reattiva (pcr), un importante segnalatore dell'infiammazione, gli studiosi trovarono un aumento della proteina in adulti in sovrappeso e obesi.
Un paio d'anni dopo, lo stesso gruppo presentò i risultati di un analogo lavoro realizzato su ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 16 anni di età. Anche in questo caso la conclusione fu la stessa: la pcr è più elevata quando i chili sono troppi. L'altro dato interessante è che l'aumento della pcr è legato a un aumento dei globuli bianchi, che non deriva però da malattie. Ci troviamo, in sostanza, di fronte a un'infiammazione sistemica di grado lieve che, al momento, non produce danni, ma segnala rischi seri. Del resto, è da tempo noto che le più importanti conseguenze cliniche dell'eccesso di peso corporeo sono proprio le malattie infiammatorie dei vasi sanguigni.
Perché, dunque, il peso eccessivo stimola l'infiammazione? Quali sono i meccanismi biologici?
Negli ultimi anni si sono avuti molti dati al riguardo.
Intanto c'è una somiglianza sorprendente tra le cellule adipose e i macrofagi, classiche cellule immunitarie. Quest'ultimi esprimono geni tipici degli adipociti e hanno una forte propensione ad ingoiare molecole grasse anche rischiando di combinare guai, come nel caso della formazione della placca aterosclerotica, che prende l'avvio proprio da macrofagi ingolfati di colesterolo (le cosiddette "cellule schiumose" o foam cell). Gli adipociti, a loro volta, producono sostanze immunitarie sia di tipo infiammatorio che di tipo antinfiammatorio. Cellule adipose e macrofagi producono entrambi leptina, ma la vicinanza tra le due cellule è tale che gli adipociti, nella prima fase dello sviluppo, possono anche trasformarsi in macrofagi e, da adulti, svolgere anche una funzione immunitaria (fagocitosi).
In questo quadro appare chiaro che l'eccesso di grasso, soprattutto quello di tipo viscerale (la pancia!) che appare molto più attivo di quello sottocutaneo, possa incrementare la segnalazione infiammatoria anche tramite un eccesso di leptina, che quindi ha un ruolo importante verso l'immunità.
Un suo deficit conduce a una riduzione dell'attività del circuito immunitario che ci difende da infezioni virali e tumori (cosiddetto Th1). Un eccesso, invece, causa un'iperattivazione infiammatoria con conseguente aumentato rischio di infiammazione cronica e autoimmunità.
In un recente modello sperimentale, Giuseppe Matarese, immunologo dell'Università di Napoli, ha dimostrato che la leptina è essenziale per il passaggio dal profilo Th2 al Th1: questo passaggio è legato, nell'esperimento, alla comparsa di una sclerosi multipla, una malattia autoimmune da Th1.
Ma l'attività infiammatoria dell'eccesso di leptina non finisce con l'alterazione della bilancia immunitaria. L'ormone riduce anche la produzione di cortisolo. Questa azione controregolatrice sul cortisolo è inoltre chiaramente visibile dal fatto che il ritmo giornaliero della leptina è l'esatto opposto di quello del cortisolo, almeno nel topo.
Infine la leptina riduce la sintesi degli androgeni da parte delle surrenali. L'effetto complessivo della riduzione della produzione di cortisolo e di androgeni dalle surrenali è un aumento dell'infiammazione.
La combinazione di questi fenomeni potrebbe spiegare l'intrigante e clinicamente rilevante connessione tra cattivo controllo del peso, cattivo controllo dell'infiammazione e squilibrio neuroendocrino.

(francesco bottaccioli)


Fonta Repubblica Salute

SPORT - ATLETICA - MARATONA DI ROMA

Maratona Roma: dominio kenyano

Tra donne successo della russa Bogomolova, male gli azzurri

16 marzo 2008


Dominio del Kenya tra gli uomini nella 14/a edizione della Maratona di Roma. A vincere e' stato Jonathan Yego con il tempo di 2h09'58''. Poi i connazionali Kimutai Sanga (2h10'02'') e Henry Kapkyai (2h10'16). L'unico italiano in grado di classificarsi nelle prime posizioni Ottaviano Andriani e' stato costretto al ritiro al 29/o chilometro. Tra le donne ha vinto con il terzo miglior tempo dell'anno (2h22'53'') la russa Galina Bogomolova. Fuori le azzurre Ornella Ferrara e Vincenza Sicari.


Fonte Rai Sport


SPORT - CICLISMO - VOLTA AO SANTAREM

In Portogallo con furore
Biondo si regala un sogno

Il milanese si è aggiudicato la Volta ao Santarem, corsa a tappe lusitana in quattro frazioni. E' il suo risultato migliore tra i professionisti, ma ora pensa in grande e ambisce al Fiandre

Maurizio Biondo è nato il 15 maggio 1981. Bettini
Maurizio Biondo è nato il 15 maggio 1981. Bettini
MILANO, 17 marzo 2008 - "Hai voluto la bicicletta?". E senza aspettare la risposta: "E adesso pedala". Non gliel’avesse mai detto, il papà al suo bambino che non stava mai fermo. Perché, salito in bici, non ne è più sceso. "Le prime corse a sette anni, da giovanissimo. Poi non ho più saltato una categoria: esordiente, allievo, junior, dilettante... E siccome mi divertivo, e in più vincevo, è finita che un giorno ho mollato anche la scuola. Ero al terzo anno dell’istituto alberghiero. Peccato. A pensarci adesso, avrei anche potuto continuare e finire. Ma non avevo in testa che la bici. E adesso quasi quasi dico che è andata bene così".
SANTAREM - Maurizio Biondo ha vinto la Volta ao Santarem, corsa a (quattro) tappe in Portogallo, corsa vera con corridori veri. "Il successo me lo sono costruito nella terza tappa, 21 km e mezzo a cronometro, a quasi 49 di media, 13" dati all’ungherese Bodrogi, che è uno specialista, e 18" al tedesco Kloeden, che è un campione. Sul podio, a guardarli dall’alto in basso, mi sono venute le vertigini". L’ultimo giorno è stata una battaglia infernale. "Ci attaccavano da tutte le parti, le prime due ore si andava sempre a più di 50 all’ora, ma alla fine ce l’abbiamo fatta". Non è stata una vittoria, ma un trionfo: la Ceramica Flaminia-Bossini Docce ha piazzato Biondo al primo e l’ucraino-piacentino Mikhaylo Khalilov al quinto posto della classifica generale, Khalilov al terzo e Biondo al sesto della classifica a punti, e ha dominato anche la classifica a squadre.
IN CARROZZA - Milanese di Concorezzo, Biondo ha cominciato a pedalare ad Agrate ("Mio padre lavorava lì in una carrozzeria"), poi ha fatto della Brianza la sua terra di allenamenti, corse e vittorie ("Un centinaio nelle categorie giovanili, su pista e strada"). Quindi il professionismo: "L’anno scorso, nella Kio-Ene, ho vinto la prima tappa e la generale nella Vuelta Navarra, in Spagna. Adesso la crono e la generale alla Volta ao Santarem. Bella corsa: percorsi divertenti, organizzazione perfetta, gente tanta. Forse solo con le miss ci si poteva attendere qualcosa di meglio".
RITRATTO - Si ritiene un corridore "abbastanza completo: tengo, mi difendo, stringo i denti". Vorrebbe perfezionarsi nelle crono: "Ci vogliono, primo testa, secondo forza, terzo conoscere il vantaggio ma solo se sei in vantaggio, altrimenti ti smonti". Teme le salite lunghe: "Ci vogliono, primo gambe, secondo leggerezza, terzo non conoscere lo svantaggio, tanto basta alzare la testa e guardare gli altri che sono davanti". Il suo sogno sono "le classiche del Nord, e se dovessi sceglierne una, direi il Fiandre. Mi piacciono gli strappi, i muri e perfino il pavè". Chiaro: ama il ciclismo perché "è una sfida, è un confronto, è immaginare traguardi e poi cercare di raggiungerli, e quando finalmente li raggiungi ti sembra di volare". Ma è anche chiaro che il ciclismo di oggi è in difficoltà: "Andare forte non basta, bussi a una porta e ti rispondono che ’ne trovo altri 10 come te’". Minacce invecchiate: adesso sarà molto meno facile trovarne altri 10 come Biondo.
Marco Pantanesi

Fonte La Gazzetta dello Sport

SPORT INVERNALI - TECNICA LIBERA - COPPA DEL MONDO

Fondo: la Kuitunen vince la CdM

La finlandese prima nella 10 km, la Longa chiude quinta

16 marzo 2008


La finlandese Virpi Kuitunen ha vinto la 10 km a tecnica libera ad inseguimento ed ha conquistato la Coppa del Mondo femminile 2007/08. Al secondo posto la polacca Justyne Kowalczyk. Terza la tedesca Claudia Kuenzel-Nystad. L'azzurra Marianna Longa ha concluso quinta. Nona Arianna Follis.





Fonte Rai Sport

SPORT - TENNIS - WTA

Wta I.Wells: Schiavone vince derby

Batte Flavia Pennetta 6-3 6-4 nella sfida tra italiane

17 marzo 2008


Francesca Schiavone batte 6-3 6-4 Flavia Pennetta nella sfida tra italiane al terzo turno del torneo Wta di Indian Wells, in California. Superano il turno anche l'australiana Casey Dellacqua e la serba Jelena Jankovic. I risultati: Casey Dellacqua (Aus) batte Tamira Paszek (Aut) 6-1, 4-0 abbandono; Francesca Schiavone (Ita) batte Flavia Pennetta (Ita) 6-3, 6-4; Jelena Jankovic (Srb/N.3) batte Ai Sugiyama (Jpn) 6-1, 6-1.


Fonte Rai Sport

SPORT - PALLAVOLO

Grande Piacenza a Roma

Cuneo sul velluto a Treviso

Nella 22ª giornata Copra e BreBanca vincono 3-0 nella capitale e al Palaverde. Macerata, k.o con Perugia, vincono Latina e Corigliano, Padova in crisi, Montichiari autoriataria.

Joao Paulo Bravo applaude una grande Piacenza. Tarantini
Joao Paulo Bravo applaude una grande Piacenza. Tarantini
MILANO, 17 marzo 2008 - E' il netto successo di Piacenza a Roma a far più rumore in questa 22ª giornata di serie A1. Trento si conferma prima forza del campionato vincendo per 3-1 a Taranto, stesso punteggio che punisce Padova, k.o. in casa contro Corigliano. In coda succede di tutto: passa l'ultima della classe Latina su Milano e Perugia addirittura a Macerata (3-1). Netto il successo di Montichiari su Modena. Tutto facile per Cuneo che nel posticipo vince 3-0 sul campo di Treviso.
M. Roma Volley-Piacenza 0-3 (20-25, 21-25, 27-29)
(f.p.) La M. Roma sprofonda in casa contro il Copra Piacenza dal quale rimedia la terza sconfitta consecutiva in campionato. Una Roma irriconoscibile, al cospetto dei piacentini perfetti in ogni reparto che grazie anche a un Meoni eccezionale in regia hanno faticato meno del previsto per mettere al tappeto gli avversari. Nei primi due set Zlatanov e Granvorka fanno quello che vogliono trovando la strada spianata visto che il muro di Roma è poco efficace. Serniotti prova a prendere le contromisure, inserendo a metà del secondo set Mastrangelo e Miljkovic (per Semenzato e Hernandez) e nel terzo set i romani conducono per quasi tutta la gara ma il testa a testa si chiude con un ace sporco di Zlatanov che chiude il match sul 3-0.
Padova-Corigliano 1-3 (25-20, 17-25, 20-25, 21-25)
(m.s.) Corigliano riapre i giochi per la salvezza e inguaia nuovamente Padova, illusa dalla vittoria di Modena. Determinante il cambio di pelle voluto da Giuliani dopo il primo set dominato dai padroni di casa: fuori Birbanti, dentro Kovacevic di mano e spostamento di Maric opposto. Una mossa che ha mandato in tilt i bianconeri, ancora una volta in balia del pessimo momento di Perazzolo (31% in attacco fino a quando è rimasto in campo, sostituito da De Marchi) e delle condizioni fisiche di Platenik. Il solo Diaz o l'abnegazione di Garghella non possono bastare. E allora a decidere sono il servizio, la difesa e la capacità di sbagliare praticamente nulla in attacco di Corigliano che vince meritatamente e risale con convinzione nell’affollato treno della salvezza. Ora più che mai affollato. Ma a decidere è stata una volta di più la panchina: la coperta corta di Bagnoli è un problema atavico per Padova, la possibilità di scelta di Giuliani una risorsa su cui Corigliano ha attinto a piene mani.
Taranto-Trento 1-3 (18-25, 25-23, 22-25, 19-25, ieri)
L'Itas Diatec Trentino conquista la sua decima vittoria consecutiva ai danni della Prisma Taranto, sfatando il tabù del campo pugliese. Trento sfiora la perfezione nel primo set, in attacco non commette neanche un errore e proprio in questo fondamentale la formazione di Stoytchev impressiona. Per tutto l'arco della partita riesce a girare a livelli altissimi. La migliore Prisma si vede nella seconda e terza frazione, quando grazie ad una maggiore aggressività in attacco e al servizio riesce a pareggiare subito il conto set e poi a mantenere la gara in equilibrio. Trento ha la lucidità di incassare e di ripartire puntando su un grande Nikolov e su un muro che anche nel quarto set ha chiuso le traiettorie di attacco di Vissotto e compagni.
Montichiari-Modena 3-0 (25-21, 25-19, 25-21)
(c.g.) La crisi di Modena prosegue anche a Montichiari. Dopo Padova, un'altra squadra castiga i gialloblù con un 3-0 nettissimo, senza scusanti. Non basta un Andrè appena più volonteroso dei titolatissmi compagni per raddrizzare una squadra che non ha più gioco né morale. La Paradiso imperversa dal via trascinata da un superbo Veres e da Gavotto che di fronte al c.t. azzurro, Andrea Anastasi, offre quella continuità che in azzurro pare essergli mancata. Guida bene in regia il furetto Tiberti, che non fa certo rimpiangere il misterioso egiziano Ahmed, tornato a casa a curarsi la spalla avariata. E due centraloni, Forni e Sala, davvero da nazionale, specialmente per il servizio bruciante, rispetto a uno spento Tencati. Un 3-0 facile facile per Montichiari, che acciuffa Modena al 7° posto a quota 29 e si ripropone per i playoff. E non c'era neanche Howard, in tribuna per contrattura al polpaccio. Sogna la Paradiso, mentre il Cimone affonda. E il presidente Grani, si invola indispettito a metà del terzo set.
Macerata-Perugia 1-3 (21-25, 25-19, 23-25, 21-25)
(m.g.) Il mago di "Turi" (alias Di Pinto) ipnotizza Macerata, guida i suoi a un successo meritato e importantissimo ed espugna il fortino marchigiano, caduto al quattordicesimo tentativo. Grande prova della Rpa, ma la Lube ci mette molto del suo. Con le scorie di Trento nelle gambe e nella testa, Macerata è apparsa in calando, raramente è stata in partita, giocando solo a sprazzi e, errore tra gli errori, singolarmente e mai di squadra. Così la forza, la rabbia, la determinazione degli umbri, assetati di punti salvezza, ha scavato la differenza costringendo la Lube al secondo k.o. consecutivo (il primo in casa dopo una serie di 9 gare utili). "Grande adrenalina dei miei e la voglia di non soccombere mai, anche quando gli avversari ci hanno raggiunto sull'1-1" ha sottolineato un Di Pinto raggiante. Per lui è la prima vittoria (5 punti in 3 gare) che apre spiragli importanti in chiave salvezza. La Lube perde anche la gara dei nervi, con qualche battibecco di troppo in campo, e vede sfumare la concreta possibilità di avvicinare il terzo posto.
Latina-Milano 3-0 (25-23, 25-20, 29-27)
(a.a.) L'Andreoli ritorna al successo in casa dopo quattro sconfitte. L'ultima il 20 dicembre contro Taranto con lo stesso parziale di 3-0 contro lo Sparkling. "E' stata la migliore gara della stagione – commenta Gulinelli – si è visto un gruppo con tanta voglia di dimostrare il proprio valore". Il tecnico astigiano ha tirato fuori dal cilindro la carta Barbareschi e il ragazzo di Genova non ha sbagliato niente. Primo set che si acccende con un doppio ace di Martino che porta avanti Milano 17-19. Due muri di Gilson (20-21) e Riad (23-22) per il sorpasso dei locali. Barbareschi, entrato al posto di Zanuto, firma il set con un doppio contrattacco sul 25-22. Nel secondo set confermato Barbareschi al posto di Zanuto, Ricci inverte i centrali. Cardona in battuta dal 9-11 al 12-11 e poi Gilson fino al 16-13 e Latina chiude 25-20. Terzo set con dentro Millar, Andreoli subito avanti 5-1, ripresa sul 12 pari, tre punti Barbareschi portano i pontini sul 15-12 che chiudono sul 29-27. Ricci dopo la settimana travagliata spiega: "Abbiamo giocato in maniera più che onorevole, punto a punto contro una squadra molto motivata".
Treviso-Cuneo 0-3 (21-25, 22-25, 21-25)
(e.s.). La BreBanca risponde a Trento e tiene viva la speranza primo posto, staccando Roma, Macerata e Treviso. Il Sisley poteva accorciare al classifica, ma una preparazione fisica finalizzata alla finali di Champions di fine mese ha reso la squadra poco brillante. Inoltre Dal Zotto ha dovuto rinunciare a Cisolla e Maruotti influenzati, e a Hubner che è rimasto in panchina per un fastidio al ginocchio destro, in campo Horstink e Kral. Anche Cuneo è in situazione di emergenza senza Wijsmans e Fortunato infortunati, mentre anche Lasko parte dalla panchina. Il primo set finisce nelle mani dei piemontesi che fanno prevalere la loro maggiore propensione difensiva e staccano i rivali grazie ad Abbadi, autore del break che porta il 23-18. Al secondo tentativo chiude Curti in primo tempo. Nel secondo set il Sisley parte con maggiore entusiasmo, piazzando i primi due muri dell’incontro con Kral e trovando il 15-10. Prandi però cambia la regia, fuori Gonzalez dentro Marlon e il brasiliano ispira i suoi con Treviso che l’aiuta con 10 errori. Nella volata hanno la meglio gli ospiti 25-22. La BreBanca parte spedita anche nel terzo e ultimo set, 5-1, poi Treviso con Novotny (per Horstink) trova il pari a quota 6. Pujol resta in panchina per un’infiammazione al tendine d’achille, e con Saitta Treviso prova a rimontare lo 0-2. Si resta in parità sino al 20-20, poi Lasko entra e fa la differenza. Finisce 3-0, senza discussioni.

Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

martedì 11 marzo 2008

SPORT - CICLISMO - TIRRENO ADRIATICA

Decolla la Tirreno-Adriatico
Ruote lanciate per Sanremo

Scatta domani la 43ª edizione della corsa dei due Mari, antipasto prelibato per la Classicissima dle 22 marzo. Tre traguardi per i velocisti con Petacchi, Boonen e McEwen a sfidarsi. Al via anche Bettini, Di Luca ed Andy Schleck

Alessandro Petacchi, 34 anni, 5 vittorie per lui questa stagione. Sirotti
Alessandro Petacchi, 34 anni, 5 vittorie per lui questa stagione. Sirotti
CIVITAVECCHIA (Roma), 11 marzo 2008 - La conta di chi manca, tra fermi ai box per infortunio oppure impegnati a pedalare contro freddo e pioggia alla Parigi-Nizza, finirebbe presto. Il gotha del ciclismo mondiale è (quasi) tutto qui: alla Tirreno-Adriatico, quest’anno più che mai antipasto di gran lusso prima della Milano-Sanremo del 22 marzo. Edizione n°43: da Civitavecchia a San Benedetto del Tronto (168 corridori al via di 21 squadre), saranno 1122 km tutti da vivere.
SPRINT - Le ruote veloci dovrebbero avere tre occasioni: la tappa inauguale di domani a Civitavecchia, l’ultima (martedì 18) a San Benedetto del Tronto e in mezzo il traguardo di sabato a Civitanova Marche. Nel 2005 Alessandro Petacchi vinse proprio in queste tre città, poi fece sua anche la Classicissima... Quest’anno poi non ha ancora perso uno sprint (5 su 5, che fanno 6 su 6 considerando la Parigi-Tours 2007) e i favori del pronostico gli toccano. Ma gli avversari non mancano: da Boonen, all’esordio nella corsa dei Due Mari, a McEwen, il più temuto da Ale-jet in chiave-Sanremo e che l’anno scorso a Civitavecchia lo beffò con un numero dei suoi. E poi, in ordine sparso: Usov, Gasparotto, Hondo, Cavendish, Ciolek, Napolitano, Chicchi, Pietropolli, Freire, Pagliarini, Zabel... L’unica cosa che mancherà sarà la noia.
ATTACCANTI - Gubbio, Castelfidardo e soprattutto lo spauracchio Montelupone (3ª tappa), con gli ultimi 2 km che arrivano fino al 20% di partenza: terreno ideale per i colpi di mano. Numero uno di nome e di fatto è il due volte iridato Paolo Bettini, e al suo fianco un altro che scalpita è il tricolore Giovanni Visconti. Ancora: Sella, Bertolini, Pozzato (che si potrebbe testare anche in sprint di gruppo), Hincapie, Ballan, Pellizotti, Quinziato, Riccò (che l’anno scorso vinse due tappe), Ignatiev, Mazzanti. Senza dimenticare, anzi, Danilo Di Luca, che in attesa del giudizio del Gui (1° aprile) sulla controversa vicenda dei controlli dopo-Zoncolan al Giro 2007 ha avuto il via libera per correre e vuole lasciare il segno.
CLASSIFICA - Dovrebbe risultare decisiva la crono individuale di domenica: Macerata-Recanati, 26 chilometri con gli ultimi tre in leggera salita. Cancellara, Larsson, Savoldelli e Devolder potrebbero stupire. Atteso con curiosità pure Andy Schleck, il 22enne secondo al Giro 2007. Ma anche non considerando le stelle il livello medio dei partecipanti è altissimo: ragione di più per non stupirsi di eventuali sorprese, a cominciare dalla tappa inaugurale. "Se ci sarà il vento di oggi - ammonisce Ballan - non è mica detto che si arrivi tutti assieme in volata...". Ciro Scognamiglio

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

SPORT - CICLISMO - PARIGI NIZZA

Parigi-Nizza, prima tappa a Steegmans

Il norvegese Hushovd conserva la maglia di leader

10 marzo 2008


Il belga Gert Steegmans, della Quick Step, ha vinto la prima tappa della Parigi-Nizza di ciclismo. La frazione e' stata ridotta a causa del maltempo e si e' svolta su un percorso di appena 74 km, tra Sancerre e Nevers. Il norvegese Thor Hushovd (Credit Agricole), che ieri si era aggiudicato il prologo a cronometro, conserva la maglia di leader. (FOTO: STEEGMANS A SINISTRA)



Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - BASKET

Lottomatica vince ad Avellino

Armani Jeans si impone a Varese, Upim cade con Biella

9 marzo 2008


Nella 26ª della serie A di basket, la Lottomatica ha vinto la sfida per il secondo posto con Avellino. Bene Montegranaro e Capo d'Orlando. Risultati: Pesaro-Napoli 95-80 (ieri); Treviso-Udine 83-68 (ieri); Avellino-Roma 64-72; Varese-Milano 85-90; Upim Bologna-Biella 97-104; Montegranaro-Cantu' 90-80; Rieti-Scafati 85-67; Teramo-Capo d'Orlando 91-97. Alle 21 Siena-La Fortezza Bologna. Classifica (primmi posti): Siena p.46, Roma 34, Montegranaro e Avellino 32, Pesaro e Capo d'Orlando 28.





Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - TENNIS

Federer batte Sampras in esibizione

A New York n.1 del mondo si impone dopo 2h20' di lotta

11 marzo 2008


Ci sono voluti 3 set e due ore e 20 minuti a Roger Federer per battere Pete Sampras in un match di esibizione giocato a New York. Il n.1 del mondo si e' imposto su 'Pistol Pete', vincitore di 14 prove del Grande Slam, per 6/3 6/7 (4-7) 7/6 (8/6). Sampras ha condotto 5-2 nel terzo set ed e' stato diverse volte a due punti dal match. Nelle precedenti tre esibizioni giocate in Asia a novembre Federer aveva vinto due volte, a Seul e Kuala Lumpur, mentre Sampras si era imposto a Macao.





Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - PALLAVOLO - A1

Volley:A1,Trentino allunga in testa

Batte Macerata 3-1, vincono Cuneo e Treviso (3-0 su Roma)

9 marzo 2008


Nella 22/a della serie A1 di pallavolo, Trentino batte Macerata 3-0 e guadagna un punto su Cuneo (3-2 al Macerata). Treviso stende Roma. Risultati: Treviso-Roma 3-0, Milano-Corigliano 3-2, Piacenza-Taranto 3-2, Trentino-Macerata 3-1, Cuneo-Montichiari 3-2, Perugia-Latina 2-3. Domani Modena-Padova. In classifica Trentino p.49, Cuneo 46, Roma 45, Macerata e Treviso 41, Piacenza 37, Modena 29, Milano 27, Montichiari 26, Taranto 22, Perugia 21, Padova 20, Corigliano Calabro 18, Latina 16.


Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - CICLISMO

Di Luca torna in sella
"Si è fatta chiarezza"

E' deferito per il test sullo Zoncolan, sembrava che dovesse fermarsi, invece correrà Tirreno-Adriatico e Sanremo: "Farmi gareggiare è un atto di giustizia e rispetto, mi sembrava di passare le stesse cose di Pantani"

Danilo Di Luca, 32 anni, sulla salita dello Zoncolan. Ansa
Danilo Di Luca, 32 anni, sulla salita dello Zoncolan. Ansa
MILANO, 11 marzo 2008 - Era a Malpensa, ieri pomeriggio, e stava salendo sull'aereo per tornare a Pescara quando è suonato il telefono. "C'è il via libera, puoi correre la Tirreno", gli ha detto il team manager Fabio Bordonali. Per Danilo Di Luca è la prima buona notizia dopo parecchi mesi. La Procura antidoping del Coni l'aveva deferito, con richiesta di 2 anni di squalifica, per il controllo sullo Zoncolan al Giro 2007, e c'era il rischio che per questa accusa il vincitore della corsa rosa non potesse presentarsi né alla Tirreno-Adriatico, che scatterà domani, né tantomeno alla Sanremo di sabato 22. Angelo Zomegnan, direttore ciclismo di Rcs Sport, ha fatto le valutazioni decisive dopo contatti con la Procura antidoping del Coni. E Danilo ha avuto luce verde. In attesa della sentenza del Gui, il giudice di ultima istanza sul doping che lo ascolterà il 1° aprile.
Di Luca, come si sente?
"Sono contento, si è fatta chiarezza. Per me e per il ciclismo. A Milano ho incontrato Zomegnan, volevo che sentisse la mia campana. Gli ho detto che volevo correre, che non c'era nessuna motivazione legale valida per lasciarmi fermo. Adesso ho capito che gli organizzatori sono dalla mia parte. Il via libera a Tirreno e Sanremo diventa un lasciapassare per altre gare di primo piano. Sarà importante per Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, corse dell'Aso (l'organizzatore del Tour: la squadra di Di Luca, la Lpr, attende l'invito, ndr).
Come ha vissuto questo periodo?
"Malissimo. Ero molto arrabbiato, e poi a Pescara è piovuto negli ultimi tre giorni e non mi sono allenato. Non ho scaricato le tensioni in bici. Non sono stati giorni facili, anche per mia moglie Valentina, che non ne può più, e mia mamma Maria, che soffre con me".
La solidarietà del movimento non è mai mancata.
"Noi corridori siamo uniti come mai in passato. Farmi correre è stato un atto di giustizia e di rispetto. Se avessi fatto qualcosa, se le accuse fossero vere, non mi sarei neanche presentato da Zomegnan. Oggi è come essere riabbracciato di nuovo dal mondo del ciclismo. Con le dovute differenze, di carattere e di grandezza ciclistica — io non sono al suo stesso livello — mi stavano facendo passare le stesse cose di Pantani, immagino quello che abbia provato Marco nelle sue vicende".
Come interpreterà la Tirreno-Adriatico?
"Con il morale che ho, voglio lasciare il segno. Magari faticherò all'inizio, ma sull'arrivo duro di Montelupone devo esserci".
Oggi i suoi tifosi manifesteranno al Coni.
"Dietro di me c'è tutta una regione. Erano molto arrabbiati, e questa è una buona notizia anche per i miei fan. In ogni caso sarebbe stata una protesta pacifica". Luca Gialanella

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

SPORT INVERNALI - DISCESA

Discesa annullata, Miller contesta

La coppa di specialita' e' andata cosi' allo svizzero Cuche

11 marzo 2008


Bode Miller contesta la decisione della Fis che ha annullato la prova di discesa e quindi la gara di domani a Bormio. La coppa di specialita' e' quindi andata, per soli 5 punti, allo svizzero Didier Cuche. 'Tutti gli atleti oggi avrebbero gareggiato senza problemi', ha detto Miller, secondo il quale sarebbe bastato accorciare il tracciato o rinviare di qualche ora la prova.



Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - CALCIO - CHAMPIONS LEAGUE

Mancini: "Inter, me ne vado"

Il tecnico nerazzurro a sorpresa: "I prossimi due mesi e mezzo saranno gli ultimi alla guida della squadra. Una decisione che avevo già preso, non dipende dalla sconfitta con il Liverpool". Moratti non commenta, increduli i giocatori: "Uno sfogo, era deluso"

Roberto Mancini: alla quarta stagione con l'Inter. Ansa
Roberto Mancini: alla quarta stagione con l'Inter. Ansa
MILANO, 11 marzo 2008 - L'eliminazione ad opera del Liverpool? Niente, in confronto al colpo di scena che si materializza per l'Inter poco dopo la fine della partita. Roberto Mancini a fine stagione lascerà la panchina dell'Inter."Vi dico una cosa, e la dico in italiano perché tanto agli inglesi non interessa. Questi sono gli ultimi due mesi e mezzo per me sulla panchina dell’Inter, anche se ho quattro anni di contratto". Una bomba che esplode dopo Inter-Liverpool, la partita che ha segnato il terzo fallimento europeo di Roberto Mancini, che vince in Italia ma non riesce a imporsi nella Champions.
INCREDULI – Massimo Moratti non ha voluto commentare le dichiarazioni di Mancini, che ha ribadito di non aver litigato con il presidente e di aver comunicato la sua volontà al club ("Sì, il presidente lo sa. Non è vero che abbiamo litigato, voglio un gran bene a Moratti") e ai giocatori. Dallo spogliatoio nerazzurro emergono commenti imbarazzati. Dejan Stankovic: "Sono cose che si dicono a caldo, era profondamente deluso per come è finita la partita, ci può stare una reazione così". Esteban Cambiasso: "Per quello che ho saputo io, Mancini ha detto 'probabilmente’. Siamo dispiaciuti, lo è anche lui, ma dobbiamo pensare domani più a freddo". Julio Cruz: "Mi ha sorpreso un po’, comunque se l'ha detto è una sua decisione…".
SERATACCIA – Per il tecnico interista è stata una notte molto difficile, chiuso con il k.o. contro un tecnico gentleman, Rafa Benitez, che ha preferito non commentare la sua decisione di lasciare. Da qualche settore dello stadio sono partiti parecchi fischi al momento delle sostituzioni, considerate tardive rispetto alle esigenze della squadra. In più, dopo l’1-0, c’è stato il battibecco con Figo, su cui lo stesso Mancini ha preferito glissare a fine partita: "Si è scaldato per un quarto d'ora, doveva entrare prima dell'espulsione di Burdisso ma poi ho cambiato decisione, non è vero che si è rifiutato di entrare. Non è stata la serata che sognavamo – ha chiuso Mancini – Penso che il fatto di giocare in dieci sia all’andata che al ritorno sia stato determinante. Ma più di tutto ha pesato il fatto che il Liverpool ha recuperato i giocatori migliori proprio a inizio febbraio, mentre a noi è successo il contrario e l’abbiamo pagato".
CORSA SCUDETTO - Ora non resta che un obiettivo: "Dobbiamo restare concentrati per rivincere lo scudetto. L'Inter rimane comunque una grandissima squadra e una grandissima società al di là di chi l'allena. Ci sono giocatori fin troppo seri e capaci per pensare di non conquistare lo scudetto con questo vantaggio sulla Roma". Antonino Morici

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

sabato 8 marzo 2008

SALUTE - OBESITA' - EPIFISIOLISI

Quando cede la cartilagine

Epifisiolisi

L'epifisiolisi: la cartilagine di accrescimento che collega la testa del femore al collo si rammollisce. Tanto che la testa del femore si trova come a galleggiare su una gelatina e scivola più o meno rapidamente in basso e posteriormente. Tanto basta ad alterare i rapporti articolari nell'anca e a gettare le premesse per lo sviluppo di un anca artrosica nel giovane adulto. I campanelli di allarme della epifisiolisi sono tuttavia molto chiari e riconoscibili e non vanno mai ignorati: Un dolore all'inguine, a volte confuso con una banale pubalgia, che insorge dopo l'attività sportiva e sembra scomparire con il riposo. Più colpiti i giovani maschietti tra i 9 e gli 11 anni tipicamente sovrappeso e con una distribuzione del grasso ginoide (ai fianchi e alle coscie). Una radiografia o nei casi incerti una RMN dell'anca chiariscono la diagnosi. La terapia deve essere tempestiva ed è sempre chirurgica: riduzione e fissazione della testa del femore nella sua posizione anatomica. Nessun timore tuttavia: la invasività del trattamento della epifisiolisi è veramente minimo: la testa del femore viene ricollocata il più delle volte in posizione anatomica con opportune manovre manuali sotto il controllo di un apparecchio radiologico. Solo le epifisiolisi misconosciute o trattate con grave ritardo necessitano di riduzione cruenta. Si fissa infine la testa femorale al collo nella posizione desiderata par via percutanea: attraverso una millimetrica incisione cutanea si transfigge femore e testa femorale con una o due viti metalliche. Tanto basta ad eliminare i disturbi e a concedere l'attività sportiva dopo poche settimane. Non solo: si scongiura con questo modesto intervento il rischio di sviluppare una degenerazione artrosica dell'anca e rendere necessario a distanza di molti anni un ben più gravoso intervento di sostituzione protesica. (f. l.)


Fonte La Repubblica (www.repubblica.it)

SPORT - TENNIS - ATP

Atp Las Vegas: Anderson in finale

Exploit del sudafricano che batte l'americano Ginepri

8 marzo 2008


Il sudafricano Kevin Anderson e' il primo finalista del torneo Atp di Las Vegas (436 mila dollari) battendo l'americano Robby Ginepri. Anderson, numero 175 del mondo, si e' imposto per 7/6 (7-4) 6/4. Per il 21/enne si e' trattata della prima finale in carriera. Prima di questo torneo, Anderson aveva disputato, e perso, solamente due match nel circuito Atp. L'altra semifinale opporra' l'argentino Guillermo Canas, testa di serie n.4, e l'americano Sam Querrey.


Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - SPORT INVERNALI - FONDO

Fondo: Oslo, 50 km a Soedergren

Lo svedese si aggiudica la prova di CdM, 5/o Piller Cottrer

8 marzo 2008


Lo svedese Anders Soedergren ha vinto la 50 km a tecnica libera, valida per la Coppa del Mondo di sci nordico, disputata a Oslo. 2/o il ceco Bauer, 3/o lo svizzero Fischer. 5/o posto per l'azzurro Pietro Piller-Cottrer. Classifica generale della CdM di sci nordico, dopo 29 gare su 31: 1) Lukas Bauer (Rep. Ceca) 1276 punti; 2) Rene Sommerfeldt (Ger) 770; 3) Tor Arne Hetland (Nor) 656; 4) Pietro Piller Cottrer (Ita) 583; 5) Axel Teichmann (Ger) 543.



Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - BASKET

Pesaro torna a splendere
Treviso ritrova Gaines

La Scavolini, reduce da 5 sconfitte in 7 gare, batte con un perentorio 95-80 l'Eldo Napoli che aveva vinto 5 delle ultime 6 partite. La Benetton travolge Udine trascinata dall'ex Biella

Brokenborough, 30 anni, a canestro contro Malaventura. Ciam/Cast
Brokenborough, 30 anni, a canestro contro Malaventura. Ciam/Cast
MILANO, 8 marzo 2008 - Con il 26° turno il campionato di serie A inaugura l'anticipo televisivo del sabato alle 14.30 in aggiunta a quello serale delle 21.
Scavolini Pesaro-Eldo Napoli 95-80
di Camilla Cataldo
Sfida in chiave playoff a inaugurare il nuovo primo pomeriggio di Sky Sport, con la Scavolini (di nuovo quinta) che domaNapoli sfiancandola da subito. Per gli uomini di Bucchi un leggero calo in un periodo di grazia può anche starci, seppur per la classifica sia deleterio. Lungo applauso per Ario Costa, ex di turno assieme a Malaventura e Flamini. Sacripanti riesce a non lasciare tiri pesanti alla Eldo (0/7 nel primo quarto), ma viene punito da sotto. Rocca è devastante e i rimbalzi offensivi azzurri (9 in 10’) sono una croce. Slay è travolgente e Fultz detta splendidamente i ritmi nonostante molti giorni di influenza. 33-21 al 14', 46-27 al 18'. La Vuelle si allontana con il tiro da tre e con il contributo di tutti. Fioccano i contropiedi e anche dopo l’intervallo lungo la Scavolini mostra il suo lato migliore. Nuovo allungo sul 59-35, poi Jumaine Jones decide di farsi vedere e piazza un paio di canestri, imitato da Thomas: 59-42, ma è solo un sussuslto. Pesaro rimette la quinta e vola a quota 72 punti (contro 47) dopo appena 27 minuti di gioco. I ritmi sono vertiginosi, il break successivo è dei partenopei, che si riportano a -15 al terzo gong. Sacripanti va col quintetto “difensivo”, ma il protagonista diventa Monroe. Pesaro non chiude mai il match e gli ospiti ci credono: 74-64 in apertura di quarto periodo. L’affanno è comune a entrambe le squadre, ma i locali hanno dalla loro un buon margine accumulato. E sanno mantenerlo
Pesaro: Slay 19, Hicks 16, Pasco 13
Napoli: Monroe 27, Jones 17, Blums 10, Rocca 10
Benetton Treviso-Snaidero Udine 83-68
Due punti importanti per la Benetton Treviso, che vince il derby del Triveneto contro la Snaidero nell’anticipo della nona giornata di ritorno e si allontana dalla zona retrocessione. Buona la partita del quintetto di coach Mahmuti, che trova in Reece Gaines un incredibile ispiratore: l’ex Biella entra bene in partita e stende i friulani già nei primi due quarti (14 punti con 4/6 da tre per lui all’intervallo lungo), chiusi dai biancoverdi già sopra di 18 punti. Complice anche un approccio alla gara decisamente morbido della Snaidero, che patisce la giornata no di Jerome Allen e Penberthy, e fatica a trovare spazi nella difesa trevigiana con il pacchetto lunghi in evidente impaccio (anche contro l’ottimo baby Andrea Renzi). Nel secondo tempo i ragazzi di coach Pancotto provano il tutto per tutto, ma la reazione dura qualche manciata di minuti e non ha i risultati sperati (Udine arriva al massimo fino a –11). Poi Treviso spinge di nuovo sull’acceleratore, trascinata ora da Mario Austin. L’americano riconquista l’affetto dei tifosi grazie ad una gara a tutto tondo: per lui punti (24), difesa e rimbalzi (9).
Treviso: Austin 24, Gaines 17, Mordente 13, Chalmers 11
Udine: Penberthy 14, Antonutti 12, Allen 11, Schultze 10
gasport

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

SPORT - ATLETICA INDOOR

Elisa Cusma: 800 da record
Cancellata Gabriella Dorio

L'azzurra si qualifica per la finale dei Mondiali indoor e con 2'00"36 ritocca di 49 centesimi il primato italiano che risaleva al 1982. Brava Silvia Weissteiner che chiude settima nei 3000

Elisa Cusma è nata il 24 luglio 1981. Reuters
Elisa Cusma è nata il 24 luglio 1981. Reuters
VALENCIA (Spagna), 8 marzo 2008 - Ai Mondiali indoor la delusione patita nella mattinata, per l’esclusione dalla finale di Antonietta Di Martino nell'alto e di Assunta Legnante nel peso è stata immediatamente cancellata dalle belle prove fornite da altre due ragazze: Silvia Weissteiner e Elisa Cusma. La prima, impegnata nella finale dei 3000 ha corso con acume tattico e coraggio, portando così a casa una bellissima settima piazza. I mostri sacri degli altopiani etiopi e keniani, non sono così poi inarrivabili, anche se restano sempre molto lontani. “Pensavo di stare meglio, però le gambe non giravano - ha sottolineato l’altoatesina di Vipiteno - L’allungo nel primo giro, quando mi sono portata in testa mi è costato. Poi si è creato un buco con le prime la davanti e non sono più riuscita a recuperare. Però è bello correre con queste atlete”. Ora l’aspettiamo nelle gare all’aperto, soprattutto 5 e 10mila, distanze a lei più congeniali. Oro e argento hanno preso il volo per l’Etiopia con Meseret Defar (8’33”79) e Meselech Melkamu (8’41”50). Bronzo alla marocchina Alaoui Selsouli con 8’41”66.
ELISA RECORD - Elisa Cusma, ancora una volta, non smette di stupire. Quasi nessuno avrebbe scommesso su un suo ingresso in finale. Eppure dopo lo sparo si è messa sulla scia delle avversarie senza più mollare di un centimetro. Ed è stata premiata, oltre all’ingresso nella finale degli 800 metri, dal nuovo record italiano (2’00”36). Cancellata, dopo 26 anni Gabriella Dorio, che il 6 febbraio dell’82 fermò il cronometro a 2’00”85. “Già dopo 200 metri mi sentivo stanca, ma ho seguito i consigli del mio tecnico (Claudio Guizzardi) che continua a ripetermi di non pensare alla stanchezza. Così mi sono buttata. Sono rimasta lucida e...” ha raccolto un buon bottino, aggiungiamo. Niente da fare, invece per Rifeser nell’equivalente prova maschile: ultimo nella sua semifinale (1’51”20) e fuori dai Mondiali. Stoppata anche Micol Cattaneo nella semifinale dei 60 ostacoli: quinta con 8”10, dove accedevano direttamente alla finale le prime quattro.
Le finali del giorno:
TRIPLO DONNE - Alla greca Devetzi non è bastato condurre tutta la gara con ampio margine, non le stato sufficiente il record nazionale con 15 metri esatti. No. Proprio quando pensava di avere il successo in tasca ecco che una bellissima caraibica cubana, Yargelis Savigne, di nove anni più giovane (33 contro 24) le ha soffiato medaglia e un bel mucchietto di dollari: 40.000 per la precisione. E sì, perché proprio all’ultimo tentativo utile la "figlia di Fidel", nata a Guantanamo, ha sparato un 15.05 (primato dell’area caraibica) annichilendo l’ellenica. La quale si è dovuta "Accontentare" di soli 20.000 dollari. Terza (e 10.000 dollari di premio) la slovena Sestak con 14.68. Con questo successo la Yargelis bissa il titolo all’aperto di Osaka 2007.
ALTO UOMINI - Il piccoletto svedese StefanHolm (è alto 1.81, quando gli quasi tutti gli specialisti superano o si avvicinano ampiamente ai due metri) porta a casa il titolo (il quarto) dopo una gara pressoché perfetta: 2.19, 2.23 e 2.27 alla prima prova, 2.30 al terzo tentativo, un errore e un passo a 2.34, quindi 2.36 alla prima. poi due tentativi, del tutto velleitari a quota 2.41. “Man mano che saltavo prendevo sempre più confidenza con la competizione. Il pubblico spagnolo, poi, è stupendo”. Secondo si è piazzato il russo Rybakov (2.34) e terzi a pari merito con 2.30 lo statunitense Manson e il cipriota Ioannou.
1500 UOMINI - Bandiera sulle spalle e posa per i fotografi. Tutto inutile. L’etiope Mekonnen, infatti, è stato squalificato poco minuti dopo l’arrivo. Così l’oro è andato al collo del keniano Daniel Kipchirchir Komen (3’38”54) e gli spagnoli hanno portato a casa argento e bronzo con Higuero (3’38”82) e Casado (3’38”88).
60 OSTACOLI DONNE - La regolarità a livello internazionale ha finalmente premiato la statunitense Lolo Jones, onesta faticatrice delle piste di mezzo mondo. Questo di Valencia, infatti, è il primo titolo”pesante” che si mette in tasca. Sul traguardo (7”80) ha bruciato la connazionale Davis (7”93) e la cubana Tejeda (7”98). Una delle favorite, la spagnola Onyia, di origini nigeriane, si è auto esclusa inciampando sull’ultimo ostacolo. Per onor di firma ha tagliato ugualmente il traguardo dopo ben 43 secondi.
LUNGO UOMINI - Con la miglior prestazione personale stagionale (8.08), ottenuta al penultimo balzo, il sudafricano Mokoena ha intascato un titolo che sino alla fine sembrava appannaggio dell’inglese Tomlinson (8.06) che si è dovuto accontentare della medaglia di “plata”. Bronzo al rappresentante dell’Arabia Saudita Al Khuwalidi con 8.01. Mokoena al suo attivo vanta anche un titolo mondiale juniores nel salto triplo (2004).
ASTA DONNE - Tutto come da copione: la regina della specialità, Yelena Isinbaeva, si porta a casa l’ennesimo titolo. Entrata in gara a 4.65, le è bastata un’altra apparizione a 4.75 per salire sul gradino più alto del podio. Per la gioia del pubblico, poi, ha provato anche i 4.85 fallendo però tutti i tentativi a sua disposizione. Seconda la statunitense Stuczynski (4.75) e terze la brasiliana Murer (record continentale) e la polacca Pyrek con 4.70.
60 OSTACOLI UOMINI - Come da previsioni, dopo che il cubano Robles si era autoescluso nella mattinata, il successo è andato al cinese Xiang Liu (7”46), che affianca così questo titolo a quello di campione mondiale all’aperto e olimpico. Secondo lo statunitense Johnson (7”55) e terzi a pari merito il russo Borisov e il lettone Olijars (7”60).
Daniele Perboni

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

SPORT - CICLISMO - EROICA

Cancellara vittoria d'epoca

Lo svizzero batte Alessandro Ballan in una volata a due e si aggiudica la seconda edizione della Montepaschi Eroica, disputata in Toscana con 56 chilometri su strade sterrate

Fabian Cancellara, 26 anni, e Alessandro Ballan, 28. Bettini
Fabian Cancellara, 26 anni, e Alessandro Ballan, 28. Bettini
SIENA, 8 marzo 2008 - Il primo eroico è Fabian Cancellara. L’uomo del pavè attacca a una decina di chilometri dal traguardo, asfalta l’ultimo tratto di sterrato, conquista la testa e non la molla più a un chilometro e mezzo da piazza del Campo, e vince. Il secondo eroico è Alessandro Ballan. L’uomo dei muri sega il gruppo a 45 chilometri dal traguardo, resiste a Cancellara, ma gli arriva soltanto alla ruota. Il terzo eroico è Paolo Bettini. L’uomo dei due Mondiali voleva arrivare e arriva: ultimo in classifica, ma primo per umiltà e voglia, per rispetto e applausi.
EROICI - La seconda Montepaschi Eroica dei professionisti si gode la sua originalità: un corridore (Diego Caccia, di cognome e di fatto) che colpisce un capriolo, un direttore di corsa (Mauro Vegni) che blocca un treno in ritardo (alla stazione di Buonconvento) perché non sia poi il treno a bloccare la corsa in due passaggi a livello, soprattutto 56.1 chilometri di strada bianca e ocra, sterrata, contadina, più da fotografie seppiate che non in bianco e nero, e la trama di un romanzo affidata anche al destino. La trama è quella di un’evasione di massa, 25 corridori in fuga dopo 26 chilometri, e fra loro c’è il campione d’Italia Giovanni Visconti. Tre minuti di libertà condizionata dalla presenza, nel gruppo inseguitore, di Ballan. E’ proprio la sua Lampre a comandare l’inseguimento.
RAFFREDDORE VINCENTE - L’ultimo ad arrendersi è un canadese, Ryder Hesjedal, quando già s’intravvedono le mura. Poi si allontanano Cancellara e Ballan. Fino alla galoppata in piazza del Campo, fino alla vittoria in palio. Cancellara giura che non se l’aspettava: "Una settimana passata con il raffreddore, certo non la maniera migliore per prepararsi a una corsa dura così. A un certo punto ho dato tutto, perché volevo vedere quali fossero i miei limiti". Il primo ad accorgersene è stato Ballan: "Entrando in Siena ho capito che non avevo abbastanza gambe. Ma non ho rimpianti. Non sono stato io a sbagliare qualcosa, è stato Cancellara ad andare più forte". Terzo, a 15", il tedesco Linus Gerdemann: "Una corsa affascinante. Per l’ambiente, per il paesaggio, anche per le strade. Una corsa così vecchia da sembrare nuova".
Marco Pastonesi

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

SPORT - CALCIO

Mancini punta il Liverpool

"Voglio una notte speciale"

Il tecnico dell'Inter soddisfatto dopo il successo sulla Reggina: "Bene il primo tempo, nella ripresa ci hanno messo in difficoltà. Non siamo al massimo, in Champions tutto dovrà andare bene". Foti attacca: "Nel giorno del Centenario, qualcuno ha portato il regalo"

Il tecnico dell'Inter Roberto Mancini. Ansa
Il tecnico dell'Inter Roberto Mancini. Ansa
MILANO, 8 marzo 2008 - La Reggina come prova generale. Il Liverpool come obiettivo finale. Roberto Mancini promuove la sua squadra a tre giorni dall'appuntamento più importante, quello contro i Reds. "Abbiamo fatto bene nel primo tempo, segnando due gol e sfiorandone almeno un terzo. Non siamo riusciti a chiudere la partita nel secondo perché la Reggina ci ha messo in difficoltà. Julio Cesar è stato molto bravo". Mancio mette in evidenza l'importanza di questo successo dal punto di vista mentale: "Era importante reagire dopo un periodo non del tutto positivo. Avrei voluto dare il cambio a Ibrahimovic ma ho dovuto fare due cambi obbligati con Jimenez che aveva un problema e Vieira che era stanco – prosegue il tecnico nerazzurro -. Poi invece serviva un difensore veloce come Rivas perché loro ci stavano mettendo in difficoltà". Sul fallo che ha determinato il rigore dell'1-0 Mancini è stato chiaro: "Il fallo era netto, non so se era dentro o fuori dall'area ma c'era. Anzi, se vogliamo valutare tutto ce n'era un altro su Suazo nel finale…". Il presidente della Reggina Lillo Foti però non ci sta: "Nel giorno della festa del centenario interista, qualcuno ha partecipato portando un regalo", chiaro riferimento alla direzione di Brighi.
LIVERPOOL – Ora tutti gli sforzi possono concentrarsi sulla partita dell'anno, quella contro i Reds, che oggi hanno travolto il Newcastle (3-0, quinto successo consecutivo). "Lo stato di salute generale non è ottimo, ci sono tanti assenti, ma Zlatan è andato bene, Vieira sta crescendo. Andrà valutato Crespo, che è uscito per un colpo alla coscia e uno alla testa. Certo, il Liverpool parte da un grande vantaggio ma non dovremo commettere l'errore di partire a testa bassa scoprendoci al loro contropiede. Dovrà essere una notte speciale, in cui tutto dovrà filare per il verso giusto. Il pubblico dovrà essere caldo, anche più di stasera, specie nei momenti difficili. Servirà grande concentrazione ma state sicuri che noi faremo il massimo". Anche Julio Cesar, il migliore contro la Reggina, ha parlato della sfida di martedì: "Ci sarà da correre ma siamo pronti. Questo stadio sarà ancora una volta pieno perché i tifosi hanno tanta fiducia in noi. Sappiamo di poterli ripagare…".
Antonino Morici - Lorenzo Vitto

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

giovedì 6 marzo 2008

SALUTE - CAMMINARE

Se il bimbo cammina male

Attenzione ai difetti dell'anca A seconda dell'età si possono sospettare cause diverse In ogni caso è determinante fare una diagnosi precoce


di Fabio Lodispoto
Se il bambino zoppica può essere colpa dell'anca. Se oltre a zoppicare atteggia l'arto in adduzione ed extra rotazione e con il ginocchio in lieve flessione, quasi sicuramente è colpa della articolazione dell'anca. Ma, se infine, alla visita specialistica, l'anca è limitata ai movimenti e il dolore è riferito all'inguine e nella parte interna della coscia non ci sono più dubbi: coxalgia.
La diagnosi precisa tuttavia è ancora lontana: decine sono infatti le possibili cause di dolore e sofferenza di questa fondamentale articolazione del bacino. Deve invece essere fatta chiarezza tempestivamente: ogni ritardo di diagnosi e trattamento possono compromettere in modo irrimediabile la salute dell'articolazione e fare del bambino un candidato allo sviluppo di artrosi. Fino alle estreme conseguenze: la protesi. Si calcola (ma le stime sono molto discordanti) che dal 10 al 30% di tutti gli adulti, che si devono sottoporre ad intervento di protesi di anca a causa dell'artrosi, hanno avuto un problema nell'infanzia misconosciuto o mal curato a questa grande articolazione.
Gli accertamenti devono incominciare prestissimo: entro il primo mese di vita. Tutti i neonati dovrebbero essere sottoposti entro questo termine ad una ecografia delle anche per accertare eventuali displasie o lussazioni congenite dell'anca. Fino ai quattro anni di età queste sono le cause più comuni di zoppia e dolore all'inguine e limitazione articolare .
Dopo i 4 anni e fino ai 12 gli stessi sintomi possono invece essere causati dalla sindrome di Perthes: un collasso vascolare della testa del femore che porta a cedimento e deformazione dell'osso. Mentre tra i 9 e gli 11 anni di età i maschietti specie se sovrappeso possono sviluppare una epifisiolisi: uno scollamento della cartilagine di accrescimento che unisce la testa e il collo del femore. Tanto che la testa del femore scivola in basso alterando i rapporti articolari. Di qui lo sviluppo di artrosi in pochi anni.

* Ortopedia e Traumatologia
Spec.ta in Medicina dello Sport, Roma


Fonte La Repubblica (www.repubblica.it)

SPORT - CICLISMO

Team si rivolgono al Tas

Per dirimere la controversia tra Uci e Aso

6 marzo 2008


L'Associazione internazionale dei Team Professionistici (Ipct) ha chiesto l'arbitrato del Tas per dirimere la controversia tra Uci e Aso.Quest'ultima e' la societa' che organizza Parigi-Nizza e Tour. I team chiedono una decisione urgente in merito alla fondatezza della minaccia di sanzioni da parte dell'Uci in caso di conferma della loro partecipazione alla Parigi-Nizza, al via fra 3 giorni, gara di competenza della Federciclismo francese e non piu'riconosciuta dal calendario internazionale.




Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - PALLAVOLO

Volley: Ricardo, campionato finito

Infortunio alla mano sinistra per il palleggiatore di Modena

Stop di almeno tre mesi per il palleggiatore del Cimone Modena, il brasiliano Ricardo, a causa di un infortunio alla mano sinistra. Campionato dunque finito per il campione olimpico, che e' stato sottoposto ad intervento chirurgico per la riduzione della frattura spiroide al quarto metacarpo dopo l'infortunio capitato durante l'allenamento. Modena tornera' in campo lunedi' nel posticipo di A1 in casa contro Padova; al posto di Ricardo ci sara' il suo secondo, Fabio Soli.




Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - TENNIS

Tennis:Roddick si separa da Connor

L'allenatore non lo puo' seguire nei suoi continui viaggi

6 marzo 2008


Lo statunitense Andy Roddick, numero 6 del Mondo, ha annunciato il divorzio dal suo allenatore, l'ex stella Jimmy Connors. Roddick ha rivelato che la separazione da Connors e' avvenuta una settimana prima dell'arrivo a Dubai per il torneo Atp in corso, di commune accordo e per 'ragioni logistiche', dal momento che l'allenatore non poteva piu' seguirlo nei suoi continui spostamenti. 'Lo ringrazio e lo rispetto - ha detto Roddick - ma non mi puo' allenare part time'.





Fonte Rai Sport (www.raisport.rai.it)

SPORT - CALCIO - COPPA UEFA

Una bella Fiorentina
segna "solo" due gol

Bel gioco dei viola, partita sempre in pugno, ma nonostante l'impegno di Vieri e Pazzini a segnare contro l'Everton nell'andata degli ottavi di Coppa Uefa sono Montolivo e Kuzmanovic. Eppure le occasioni non sono mancate, e almeno un altro gol poteva starci. Con la chiusura anticipata del discorso qualificazione

L'esultanza dei viola dopo il primo gol. Afp
L'esultanza dei viola dopo il primo gol. Afp
FIRENZE, 6 marzo 2008 - La Fiorentina è bella, piace e forse anche si piace. Al punto da battere l'Everton tenendo sempre in mano la partita con "soli" 2 gol all'attivo, quando avrebbero potuto essere di più. Bastava aggiungere un minimo di concretezza e il discorso qualificazione si sarebbe potuto chiudere con 90 minuti di anticipo.
PARTENZA COL TURBO - Si parte subito veloci, con la Fiorentina che spinge soprattutto a sinistra grazie a un incontenibile Pasqual, che combina bene con Osvaldo oppure va subito al cross creando opportunità interessanti. Dall'altra parte gli inglesi si affidano all'ariete Yakubu, al quale affidano scorribande più che altro di alleggerimento. Così le opportunità del primo tempo sono praticamente tutte per i viola, che si avvalgono anche di un Vieri protagonista di una gara di grande impegno al servizio della squadra. Osvaldo, Jorgensen e Bobone trovano così più di una volta la porta senza però creare veri pericoli fino agli ultimi minuti, quando i viola accelerano fino all'occasionissima costruita da Osvaldo per Vieri, su cui il portiere degli inglesi, che se lo ritrova di fronte a pochi passi, fa il miracolo.
LA RIPRESA - I viola ripartono trascinati nuovamente dal loro uomo più esperto, che crea pericoli in area. Poi è Montolivo a provarci col suo tiro potente dalla distanza e a scaldare le mani a Howard. Quindi, attorno al quarto d'ora, c'è una doppia occasione viola (Vieri e Kuzmanovic) in risposta al tentativo inglese di addormentare il gioco (il portiere ritarda sistematicamente le rimesse e viene ammonito). Poi però, con l'ingresso del fantasista spagnolo Arteta, gli inglesi si fanno più vivaci e intraprendenti. Immediata la risposta di Prandelli, che vede Vieri stanco e lancia Pazzini: la manovra accelera subito e arriva il gol di Kuzmanovic, bene ispirato da Ujfalusi. Entra anche Santana, che al pari di "Pazzo" spreca una palla gol proveniente come al solito dalla fascia sinistra, cioè dall'inesauribile Pasqual. Non importa, ci sono altri piedi buoni nella squadra viola: come quelli di Santana, Jorgensen e Montolivo, che costruiscono il delizioso gol del giovane centrocampista. E poi è ancora Santana a sfiorare il terzo gol con un diagonale da posizione favorevolissima: il tris sarebbe stato un passaporto certo per i quarti.

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

mercoledì 5 marzo 2008

SPORT - CICLISMO - CONTROLLI ANTIDOPING

Di Luca, c'erano i Nas
al controllo del Coni

Un maresciallo dei carabinieri seguì il medico incaricato del prelievo dopo la tappa sullo Zoncolan dell'ultimo Giro. I periti: "Valori abnormi degli ormoni". La difesa: "Ha solo bevuto acqua"

Danilo Di Luca, 32 anni, è nato a Spoltore in Abruzzo. Bettini
Danilo Di Luca, 32 anni, è nato a Spoltore in Abruzzo. Bettini
ROMA, 4 marzo 2008 - E' lungo 10 pagine il deferimento di Danilo Di Luca che la Procura antidoping del Coni ha trasmesso al Giudice di ultima istanza in materia di doping (Gui) che dovrà decidere in primo grado sul vincitore del Giro 2007.
CONTESTAZIONE - Nel mirino c’è il profilo ormonale di Di Luca dopo il controllo del 30 maggio 2007 all’arrivo della 17ª tappa del Giro, Lienz-Zoncolan: "Presentava anomalie tali (valori eccezionalmente bassi, tali da non escludere il ricorso a pratiche proibite) da richiedere ulteriori accertamenti con altri campioni da prelevare all’atleta in diverse situazioni".
PRELIEVO COI NAS - Il controllo fu seguito con molta attenzione dai carabinieri del Nas. Il medico prelevatore a verbale dichiara: "Con me entrò anche il sottufficiale (un maresciallo, ndr) che mi accompagnava". All’Uci furono chiesti i codici degli altri prelievi fatti a Di Luca durante il Giro: in totale i periti della Procura Coni hanno esaminato 14 campioni.
PESO SPECIFICO - A pagina 2, il dottor Botrè, direttore del laboratorio Fmsi di Roma, scrive: "La sola, seppure più considerevole, rapida variazione del peso specifico dell’urina (passato in poche ore da 1.023 a 1.007, rispettivamente il valore massimo e minimo di tutti i campioni prelevati al Giro) non basta a spiegare la riduzione dei valori delle concentrazioni ormonali".
IL PERITO - Spiega il professor Marco Cappa, endocrinologo: "La variazione repentina del peso specifico di campioni analizzati a distanza di poche ore non può essere legata alla idratazione per bocca, ma ad una rapida variazione del volume plasmatico indotta da una reidratazione rapida".
GLI ORMONI - Il 20 febbraio 2008 arriva la relazione dei periti dell’accusa, Borrione, Cappa e Greco: "La riduzione della concentrazione di Dhea (ormone, ndr) e, seppur in misura minore (ma sempre dell’ordine del 50%) di testosterone e di epitestosterone, non è accompagnata dalla parallela riduzione dei valori di concentrazione di tutti i metaboliti del testosterone... L’andamento degli ormoni assume un decorso insolito proprio in corrispondenza del campione 8 (quello del test Uci al pomeriggio, dopo la tappa, ndr): fino al campione 7 i valori presentano un andamento decrescente, mentre in corrispondenza del campione 8 registrano una brusca impennata verso l’alto per continuare, con la sola eccezione del campione 9 (test Coni di sera, ndr), a crescere nei giorni successivi".
L’AFFONDO - Nella sintesi, la Procura scrive: "Risulta sufficientemente provato che l’assunzione di qualunque quantità di acqua per via orale, poco prima del prelievo, non può mai essere idonea spiegazione per determinare la notevole riduzione del peso specifico delle urine... e giustificare un’abnorme variazione dei profili ormonali. Nel caso di specie, le perizie concludono univocamente per una infusione endovena, proibita dalla normativa antidoping".
Maurizio Galdi

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)