sabato 8 marzo 2008

SPORT - ATLETICA INDOOR

Elisa Cusma: 800 da record
Cancellata Gabriella Dorio

L'azzurra si qualifica per la finale dei Mondiali indoor e con 2'00"36 ritocca di 49 centesimi il primato italiano che risaleva al 1982. Brava Silvia Weissteiner che chiude settima nei 3000

Elisa Cusma è nata il 24 luglio 1981. Reuters
Elisa Cusma è nata il 24 luglio 1981. Reuters
VALENCIA (Spagna), 8 marzo 2008 - Ai Mondiali indoor la delusione patita nella mattinata, per l’esclusione dalla finale di Antonietta Di Martino nell'alto e di Assunta Legnante nel peso è stata immediatamente cancellata dalle belle prove fornite da altre due ragazze: Silvia Weissteiner e Elisa Cusma. La prima, impegnata nella finale dei 3000 ha corso con acume tattico e coraggio, portando così a casa una bellissima settima piazza. I mostri sacri degli altopiani etiopi e keniani, non sono così poi inarrivabili, anche se restano sempre molto lontani. “Pensavo di stare meglio, però le gambe non giravano - ha sottolineato l’altoatesina di Vipiteno - L’allungo nel primo giro, quando mi sono portata in testa mi è costato. Poi si è creato un buco con le prime la davanti e non sono più riuscita a recuperare. Però è bello correre con queste atlete”. Ora l’aspettiamo nelle gare all’aperto, soprattutto 5 e 10mila, distanze a lei più congeniali. Oro e argento hanno preso il volo per l’Etiopia con Meseret Defar (8’33”79) e Meselech Melkamu (8’41”50). Bronzo alla marocchina Alaoui Selsouli con 8’41”66.
ELISA RECORD - Elisa Cusma, ancora una volta, non smette di stupire. Quasi nessuno avrebbe scommesso su un suo ingresso in finale. Eppure dopo lo sparo si è messa sulla scia delle avversarie senza più mollare di un centimetro. Ed è stata premiata, oltre all’ingresso nella finale degli 800 metri, dal nuovo record italiano (2’00”36). Cancellata, dopo 26 anni Gabriella Dorio, che il 6 febbraio dell’82 fermò il cronometro a 2’00”85. “Già dopo 200 metri mi sentivo stanca, ma ho seguito i consigli del mio tecnico (Claudio Guizzardi) che continua a ripetermi di non pensare alla stanchezza. Così mi sono buttata. Sono rimasta lucida e...” ha raccolto un buon bottino, aggiungiamo. Niente da fare, invece per Rifeser nell’equivalente prova maschile: ultimo nella sua semifinale (1’51”20) e fuori dai Mondiali. Stoppata anche Micol Cattaneo nella semifinale dei 60 ostacoli: quinta con 8”10, dove accedevano direttamente alla finale le prime quattro.
Le finali del giorno:
TRIPLO DONNE - Alla greca Devetzi non è bastato condurre tutta la gara con ampio margine, non le stato sufficiente il record nazionale con 15 metri esatti. No. Proprio quando pensava di avere il successo in tasca ecco che una bellissima caraibica cubana, Yargelis Savigne, di nove anni più giovane (33 contro 24) le ha soffiato medaglia e un bel mucchietto di dollari: 40.000 per la precisione. E sì, perché proprio all’ultimo tentativo utile la "figlia di Fidel", nata a Guantanamo, ha sparato un 15.05 (primato dell’area caraibica) annichilendo l’ellenica. La quale si è dovuta "Accontentare" di soli 20.000 dollari. Terza (e 10.000 dollari di premio) la slovena Sestak con 14.68. Con questo successo la Yargelis bissa il titolo all’aperto di Osaka 2007.
ALTO UOMINI - Il piccoletto svedese StefanHolm (è alto 1.81, quando gli quasi tutti gli specialisti superano o si avvicinano ampiamente ai due metri) porta a casa il titolo (il quarto) dopo una gara pressoché perfetta: 2.19, 2.23 e 2.27 alla prima prova, 2.30 al terzo tentativo, un errore e un passo a 2.34, quindi 2.36 alla prima. poi due tentativi, del tutto velleitari a quota 2.41. “Man mano che saltavo prendevo sempre più confidenza con la competizione. Il pubblico spagnolo, poi, è stupendo”. Secondo si è piazzato il russo Rybakov (2.34) e terzi a pari merito con 2.30 lo statunitense Manson e il cipriota Ioannou.
1500 UOMINI - Bandiera sulle spalle e posa per i fotografi. Tutto inutile. L’etiope Mekonnen, infatti, è stato squalificato poco minuti dopo l’arrivo. Così l’oro è andato al collo del keniano Daniel Kipchirchir Komen (3’38”54) e gli spagnoli hanno portato a casa argento e bronzo con Higuero (3’38”82) e Casado (3’38”88).
60 OSTACOLI DONNE - La regolarità a livello internazionale ha finalmente premiato la statunitense Lolo Jones, onesta faticatrice delle piste di mezzo mondo. Questo di Valencia, infatti, è il primo titolo”pesante” che si mette in tasca. Sul traguardo (7”80) ha bruciato la connazionale Davis (7”93) e la cubana Tejeda (7”98). Una delle favorite, la spagnola Onyia, di origini nigeriane, si è auto esclusa inciampando sull’ultimo ostacolo. Per onor di firma ha tagliato ugualmente il traguardo dopo ben 43 secondi.
LUNGO UOMINI - Con la miglior prestazione personale stagionale (8.08), ottenuta al penultimo balzo, il sudafricano Mokoena ha intascato un titolo che sino alla fine sembrava appannaggio dell’inglese Tomlinson (8.06) che si è dovuto accontentare della medaglia di “plata”. Bronzo al rappresentante dell’Arabia Saudita Al Khuwalidi con 8.01. Mokoena al suo attivo vanta anche un titolo mondiale juniores nel salto triplo (2004).
ASTA DONNE - Tutto come da copione: la regina della specialità, Yelena Isinbaeva, si porta a casa l’ennesimo titolo. Entrata in gara a 4.65, le è bastata un’altra apparizione a 4.75 per salire sul gradino più alto del podio. Per la gioia del pubblico, poi, ha provato anche i 4.85 fallendo però tutti i tentativi a sua disposizione. Seconda la statunitense Stuczynski (4.75) e terze la brasiliana Murer (record continentale) e la polacca Pyrek con 4.70.
60 OSTACOLI UOMINI - Come da previsioni, dopo che il cubano Robles si era autoescluso nella mattinata, il successo è andato al cinese Xiang Liu (7”46), che affianca così questo titolo a quello di campione mondiale all’aperto e olimpico. Secondo lo statunitense Johnson (7”55) e terzi a pari merito il russo Borisov e il lettone Olijars (7”60).
Daniele Perboni

Fonte La Gazzetta dello Sport (www.gazzetta.it)

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